Episodio 303·25 giugno 2025·Pietro Bonomo
🌐💼 L'AI ci sta rovinando la vita e non ce ne accorgiamo.

🌐💼 L'AI ci sta rovinando la vita e non ce ne accorgiamo.

Ok Ok, sembra un po' apocalittico così e no, non sei sulla newsletter sbagliata, sei su Marketing Hackers Intelligence, il tuo punto di riferimento quotidiano per decifrare il futuro prima che diventi presente.

Oggi, ispirato dalla bellissima intervista di ieri tra Joe Rogan e Bernie Sanders, in pochi minuti, ti guido nel cuore del ciclone AI, dove ogni innovazione nasconde una doppia faccia. Da un lato, la promessa di un futuro quasi utopico; dall'altro, un'onda d'urto che sta già devastando gli equilibri del mondo del lavoro, della geopolitica e persino della nostra sanità mentale.

Se il mondo fosse fatto di arcobaleni e unicorni, lo immagino come lo vorrebbe Bernie Sanders, che propone di accorciare la settimana lavorativa a quattro giorni proprio grazie ai guadagni di produttività dell'AI. Ma prima di festeggiare, sappi che colossi come DHL e FedEx stanno già riempiendo i magazzini di robot, eliminando i lavori più usuranti... e i lavoratori che li facevano. Quindi, pare che il benessere e la sorte dei lavoratori non siano in agenda, per non parlare delle povere partite IVA...

E la frattura non è solo tra uomo e macchina, ma tra nazioni. Mentre Big Tech e la Cina si spartiscono la torta della potenza di calcolo, paesi come il Kenya rischiano di restare a guardare, sollevando una questione di vera e propria "sovranità digitale".

Ma l'innovazione non si ferma: Genspark lancia un Super Agente AI che manda in pensione i vecchi workflow rigidi, mentre Google porta l'intelligenza direttamente sui robot, liberandoli dalla schiavitù del cloud. Persino l'arte e la storia vengono rivoluzionate, con il MIT che restaura dipinti in poche ore e Wikipedia che trasforma la conoscenza in un gioco virale.

Un puzzle di notizie che, messe insieme, dipingono un quadro eccitante, ma non rassicurante...

Non stiamo più parlando di "se" o "quando" l'AI cambierà il mondo. La vera domanda è: chi guiderà questa trasformazione e chi ne pagherà il prezzo? Dalla settimana corta alla corsa al quantum computing, ogni pezzo di questo puzzle definisce il campo di battaglia del prossimo decennio.

Proseguendo nella lettura, scoprirai non solo i dettagli tecnici di queste rivoluzioni, ma soprattutto come trasformarle in un vantaggio strategico. Ogni notizia, dalla logistica automatizzata all'ASMR virale, è un segnale che puoi intercettare per posizionarti un passo avanti alla concorrenza.

Non limitarti a osservare il futuro: preparati a costruirlo. L'informazione è il tuo strumento più potente. Usalo.

Bernie Sanders e la settimana lavorativa di 4 giorni: l'AI come alleata del benessere e moltiplicatore di profitti per le multinazionali

Secondo Bernie Sanders, senatore del Vermont l’intelligenza artificiale e l’automazione devono servire a migliorare la vita dei lavoratori, non solo ad aumentare i profitti. La sua ricetta? Una settimana lavorativa di 4 giorni (32 ore), da implementare in 4 anni. Lo ha ribadito sul podcast di Joe Rogan, spiegando che i guadagni di produttività dovrebbero tradursi in più tempo per famiglia e amici. Già nel 2024 aveva presentato un disegno di legge per ridurre l’orario da 40 a 32 ore, e ora personaggi come Steve Cohen e Jamie Dimon si uniscono al coro: l’AI può essere il motore di un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata. Una proposta che non è utopia, ma un passo dovuto verso un futuro dove la tecnologia lavora per le persone, non viceversa.

Business Insider

Ansia da AI: la nuova minaccia per la salute mentale

L'ansia da intelligenza artificiale (AI) non è più solo un'ipotesi, ma una realtà che sta colpendo sempre più persone. Business Insider ha intervistato la psicologa Elaine Ryan, che spiega come l'AI stia scatenando paure profonde: dal senso di inadeguatezza ('Non sono abbastanza bravo') alla crisi esistenziale. Eppure, l'AI è ovunque: dai task amministrativi all'interpretazione dei risultati medici, passando per chatbot che simulano compagnia e relazioni. Elon Musk ed Ethan Paul ne hanno parlato, mentre testate come Forbes e The New York Times lanciano l'allarme sull'isolamento sociale e la perdita di posti di lavoro. Ryan suggerisce di non fuggire dall'AI, ma di conoscerla per dominare l'ansia. Serve più intelligenza emotiva e un dialogo aperto sui rischi.

Futurism

AI e disuguaglianza globale: la nuova corsa all'oro digitale

L’intelligenza artificiale non è solo rivoluzione tecnologica, ma anche un acceleratore di disuguaglianze. Mentre UE (28 centri AI), Stati Uniti (26) e Cina (22) dominano la scena, paesi come il Kenya arrancano. Lacina Koné di Smart Africa la chiama 'questione di sovranità digitale': senza potenza di calcolo (le famose GPU di Nvidia), resti fuori dal gioco. Shikoh Gitau (Qhala) e Kate Kallot (Amini) lo sanno bene: sviluppare modelli AI richiede vicinanza fisica ai data center. E il rischio? Un divario insanabile, con paesi produttori di calcolo (come sottolinea Vili Lehdonvirta di Oxford) che detteranno le regole del futuro. Elon Musk e Big Tech scrivono il copione, mentre il Kenya prova a reagire costruendo infrastrutture. Tra AI Bubble, allucinazioni algoritmiche e rischi geopolitici, la posta in gioco è alta: chi controlla l’AI controllerà il mondo. E gli esclusi? Muoiono.

New York Times

MIT e l'arte del restauro 2.0: quando AI e stampa ridanno vita ai capolavori

Alex Kachkine, studente di ingegneria meccanica al MIT, ha messo a punto una tecnica che fa sembrare il restauro tradizionale un metodo da paleolitico. Combinando intelligenza artificiale e stampa avanzata, ora è possibile ridare vita a un dipinto danneggiato in poche ore, preservando l'originale e creando un archivio digitale di ogni intervento. Niente più anni di attesa, niente più rischi di alterare l'opera. Il MIT ha creato una soluzione che non solo accelera i tempi, ma garantisce una precisione chirurgica. E con un bonus: ogni modifica è tracciata digitalmente, come un certificato di autenticità. Il futuro della conservazione artistica? Anche questo non passerà più dagli umani.

TechSpot

Robotica in magazzino: addio a fatica e inefficienze

DHL, FedEx, UPS e Walmart stanno cambiando i sistemi nei magazzini, sostituendo il lavoro manuale con robot high-tech. Il motivo? Eliminare compiti logoranti come il carico/scarico camion, puntando su efficienza e sicurezza. Aziende come Ambi Robotics, Boston Dynamics, Dexterity AI e Fox Robotics stanno dietro questa rivoluzione, con tecnologie come intelligenza artificiale, machine learning, sensori lidar e visione artificiale. Sistemi come AmbiStack, Stretch robot, DexR robot e FoxBots sono già operativi: gestiscono centinaia di colli all’ora e caricano fino a 60 pallet doppi (o 30 singoli) nello stesso tempo. Merito di algoritmi avanzati per controllo della forza, motion planning e apprendimento automatico. Risultato? Magazzini più veloci, precisi e sicuri e nuovi disoccupati.

TechSpot

Google lancia Gemini Robotics On-Device: l'AI che fa muovere i robot offline

Google DeepMind ha appena svelato Gemini Robotics On-Device, un modello di linguaggio che porta l'AI direttamente nei robot, senza bisogno di internet. Immagina di dare comandi vocali a un robot per aprire una borsa o piegare una maglia, e lui lo fa al volo. Testato su robot come ALOHA, il bi-braccio Franka FR3 e l'umanoide Apollo di Apptronik, questo sistema è già realtà. E non è tutto: con il nuovo Gemini Robotics SDK e il simulatore MuJoCo, gli sviluppatori possono addestrare i bot per nuovi compiti in modo super personalizzato. Ecco la robotica che diventa adulta: meno lag, meno dipendenti dai centri di calcolo e più controllo.

TechCrunch

Genspark Super Agent: il futuro del lavoro è 'vibe working' con agenti autonomi

Genspark, guidata dal CTO Kay Zhu con Matt Marshall e Andrew Ng, ha lanciato il Genspark Super Agent: una piattaforma AI che manda in pensione i workflow rigidi. Nove Large Language Models (LLMs) in configurazione Mixture-of-Experts (MoE) lavorano insieme per gestire l'80% del carico AI e il 20% dei casi complessi. Detto in parle povere, non più automazioni rigide, ricordi IFTT? Ora spieghi cosa vuoi, gli agenti interpretano, si connettono tra loro e fanno quello che gli chiedi. Qualunque cosa.

VentureBeat

Wikipedia lancia 'Which Came First?': un'idea per non farti marcire il cervello

Wikipedia ha appena sfornato un nuovo gioco per gli amanti della storia: 'Which Came First?', disponibile sull'app Android. Il concetto è semplice ma intrigante: scegli quale tra due eventi storici sia accaduto prima, con cinque domande a sessione. Il quiz parla otto lingue (inglese, francese, portoghese, russo, spagnolo, arabo, cinese e turco) e arriva dopo il successo di Wordle, acquistato dal New York Times. Wikipedia cerca così di giocare la carta dell'interattività per coinvolgere un pubblico globale e sopravvivere. Un modo furbo per trasformare la conoscenza in divertimento.

Mashable

ASMR generato dall'AI: la nuova frontiera (bizzarra) del contenuto virale

C'è un nuovo player nella guerra dei poveri per l'attenzione. TikTok e YouTube sono invasi da una nuova ondata di ASMR generato dall'intelligenza artificiale, e la cosa sta diventando sempre più strana. Stiamo parlando di video dove personaggi fotorealistici sorseggiano lava fusa, mangiano rocce o tagliano frutta di vetro, creati con Veo 3 AI di Google. Account come @asmraiworks e @impossibleais stanno sfondando: parliamo di milioni di visualizzazioni (2.8, 4.5, 26 e addirittura 67.4 milioni) e centinaia di migliaia di follower.

Fast Company

Internet satellitare cinese supera Starlink: 1Gbps a 22.807 miglia dalla Terra

Entriamo nella Nerd Zone. Liu Chao e il Professor Wu Jian, con il loro team di ricercatori cinesi, hanno appena fatto saltare il banco: 1Gbps di velocità di trasmissione dati da un satellite a 22.807 miglia dalla Terra. Cinque volte più veloce di Starlink (che viaggia a 71Mbps da appena 341 miglia di altezza). Merito delle tecnologie sviluppate in collaborazione tra Chinese Academy of Sciences, Peking University of Posts and Telecommunications e T-Mobile. Risultato? Un'efficienza del 91.1% (contro il precedente 72%) usando un satellite di 5.9 piedi e due watt di potenza. Elon Musk e Monica J. White (Digital Trends) hanno già commentato: la corsa all'internet satellitare è ufficialmente ripartita, con la Cina in pole position. Per le aree remote (e lo spazio), potrebbe essere un game-changer.

TechRadar

Quantum Computing e l'amplificatore

Un team della Chalmers University of Technology, con Yin Zeng e Jan Grahn in testa, ha messo a punto un amplificatore per quantum computer che funziona solo quando serve: durante la lettura dei qubit. Consuma un decimo dell’energia rispetto agli attuali amplificatori a microonde e riduce la decoerenza, il tallone d’Achille dei qubit. Il segreto? La programmazione genetica, che permette un’attivazione lampo in 35 nanosecondi. Il progetto, sviluppato con Low Noise Factory AB (grazie a Jörgen Stenarson e Peter Sobis) e finanziato da Vinnova, è nato nei centri d’eccellenza svedesi Wallenberg e WiTECH. In poche parole, letture più precise e un balzo in avanti verso computer quantistici con 20+ qubit, capaci di rappresentare oltre un milione di stati. Pubblicato su IEEE Transactions on Microwave Theory and Techniques, questo passo avanti consolida la Svezia come hub dell’innovazione quantistica. Perché seguiamo le evoluzione del quantum computer? Il primo che riuscirà in modo efficiente a combinare quantum computer e AI, dominerà il mondo e quella sarà la vera undicesima ora. In quel momento scopriremo se andremo verso un'epoca d'oro o la fine di tutto.

ScienceDaily

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