Episodio 276·13 marzo 2025·Pietro Bonomo
🤖🌐 Google DeepMind lancia Gemini Robotics e il multisapiens ridefinisce il lavoro umano.

🤖🌐 Google DeepMind lancia Gemini Robotics e il multisapiens ridefinisce il lavoro umano.

Benvenuto su Marketing Hackers Intelligence, il tuo aggiornamento mattutino che in pochi minuti ti fornisce la dose giornaliera di saggezza necessaria per affrontare il mercato in continua evoluzione. Lascia pure i saluti formali alla concorrenza, perché qui entriamo subito nel vivo: oggi esploriamo come l'AI e l'automazione non stiano solo ridefinendo il marketing, ma anche il tuo concetto di giornata produttiva. Se pensi di poter ignorare queste tendenze, beh, buona fortuna nel cercare un posto tranquillo sulla panchina del non al passo coi tempi.

Nel mondo del multisapiens, dove umani e AI fanno squadra (anche se i primi non sempre per scelta), il lavoro si trasforma e, con esso, le competenze richieste. Non stai per essere sostituito, ma affiancato da un collega digitale che non conosce la pausa caffè. E mentre Google DeepMind innalza il livello con Gemini Robotics, rendendo i robot utili per qualcosa di più di un passo goffo,

Moonvalley ci ricorda che anche l'arte del video può essere delegata alle macchine, con tanto di licenze in regola e qualche artista in meno il cui futuro è ancora da definire. E non dimentichiamoci di Gemma 3 di Google, che promette di essere l'amico perfetto per chi vive di analisi e creatività multilingua, ma non di relazioni umane.

Nel proseguimento della newsletter, scoprirai come queste innovazioni non siano solo da osservare con ammirazione a distanza. Guarda più da vicino: potrebbero essere la chiave per sbloccare nuove strategie di business e semplificarti la vita, sempre che tu non preferisca metterti comodo e osservare il futuro che fa a gara col passato per restare irrilevante. Non perdere tempo, tuffati nei dettagli e scopri come restare un passo avanti alla concorrenza.

AI e lavoro: tranquilli, saremo tutti Multisapiens

Il multisapiens è un modello in cui esseri umani e AI collaborano per migliorare produttività e innovazione, combinando intuizione umana e capacità computazionali avanzate. Questo approccio trasforma il lavoro, richiedendo nuove competenze e strategie di gestione.

Se sei tra quelli che temono di essere sostituiti dall'intelligenza artificiale sul posto di lavoro, sappi che non sei il solo e hai ragione. Il 40% delle aziende sta già pianificando di ridurre il personale man mano che le capacità dell'AI si espandono. Ciononostante, invece di farsi prendere dal panico, forse è il caso di guardare alle statistiche, alle persone coinvolte, alle procedure aziendali e alle caratteristiche tecniche che stanno ridefinendo il lavoro. La vera sfida sarà adattarsi a questo nuovo scenario, dove umani e intelligenze artificiali lavorano fianco a fianco per aumentare la produttività.

Se non vuoi restare indietro, meglio iniziare subito a familiarizzare con i tuoi nuovi colleghi digitali: il futuro è multisapiens, che ti piaccia o no. Soprattutto, iniziamo a pensare a una nuova struttura sociale che prescinda dal capitalismo liberista, prima che, per toglierci un'appendicite, saremo costretti a usare un tagliaunghie arrugginito.

Google DeepMind lancia Gemini Robotics

Google DeepMind ha appena presentato Gemini Robotics, i nuovi modelli di intelligenza artificiale che promettono di far fare ai robot qualcosa di più utile che spostarsi goffamente per casa. Con Gemini Robotics, le macchine finalmente riescono a interagire con oggetti reali, navigare ambienti complessi e rispondere a semplici comandi vocali.

Si tratta di un vision language action model che migliora radicalmente le capacità dei robot in tre aree fondamentali: Dexterity (manualità), Interactivity (capacità di interazione) e Generalization (adattabilità generale). Gemini Robotics integra anche una tecnica chiamata Gemini Robotics-ER (embodied reasoning), che permette ai robot di capire lo spazio e usare oggetti mai visti prima.

In pratica: vuoi un robot che pieghi la carta o riponga i tuoi occhiali nella custodia? Fatto. DeepMind assicura che questi modelli funzionano bene anche su hardware robotico diverso da quello utilizzato in addestramento, generalizzando comportamenti e collegando ciò che vedono a ciò che devono fare.

Hanno anche rilasciato Gemini Robotics-ER, una versione ridotta del modello, per permettere ai ricercatori di sviluppare le proprie soluzioni robotiche. E per non farsi mancare nulla, hanno creato Asimov, un benchmark per valutare i rischi legati ai robot intelligenti.

Moonvalley lancia Marey, il generatore video AI che promette zero problemi di copyright

Moonvalley, uan startup di Los Angeles, ha appena presentato Marey, un modello AI per generare video che promette di essere uno dei pochi addestrati esclusivamente su contenuti con licenza. Sviluppato insieme ad Asteria, studio specializzato in animazione AI, Marey è un omaggio al pioniere del cinema Étienne-Jules Marey.

Il modello ti permette di creare clip HD fino a 30 secondi con controlli dettagliati su movimenti e angolazioni della telecamera. Runway, Luma, OpenAI e Google hanno già generatori simili, ma Moonvalley sostiene di avere un vantaggio legale: ogni contenuto usato è stato acquistato o licenziato ufficialmente, un po' come fa Adobe con i materiali di Adobe Stock.

Naeem Talukdar, CEO di Moonvalley, assicura che l'azienda vuole tutelare i creatori offrendo la possibilità di richiedere la rimozione dei propri contenuti dai modelli. Eppure, non tutti sono entusiasti: artisti e operatori del settore temono che tecnologie come Marey possano mettere a rischio oltre 100.000 posti di lavoro negli Stati Uniti entro il 2026. Tanto per ricordare quanto sia pressante, al momento, la necessità di iniziare una conversazione vigorosa sul reddito universale per ridistribuire la ricchezza generata dalle macchine.

[Nerd Zone] Gemma 3: l'AI Open Source creativa

Google ha appena rilasciato Gemma 3, l'ultimo nato della famiglia di modelli AI aperti basato su Gemini 2.0, considerato molto abile nella scrittura creativa. Disponibile in "taglie" che vanno da 1 a 27 miliardi di parametri, Gemma 3 sfodera prestazioni impressionanti anche su singola accelerazione (come NVIDIA H100 GPU), supporta oltre 140 lingue e gestisce analisi sofisticate sia testuali che visive.

La finestra di contesto arriva fino a 128 mila token, con funzioni avanzate come chiamate automatiche per workflow e modelli quantizzati per leggerezza ed efficienza. Per gli smanettoni più esigenti, Gemma 3 è già compatibile con librerie e strumenti popolari come Hugging Face, NVIDIA e AMD, e gira fluido su piattaforme come Vertex AI, Google Colab, Google AI Studio, Gemma.cpp e ROCm.

Google non si ferma qui: lancia anche Gemma 3 Academic per dare una mano alla ricerca accademica e ShieldGemma 2 per la sicurezza delle immagini. Considerando che Gemma 2.0 aveva già superato quota 100 milioni di download e generato 60 mila varianti create dalla community, preparati a vedere Gemma 3 ovunque.

Bar graph titled "Chatbot Arena Elo Score" showing performance of various chatbots. Gemma 3 27B is highlighted with a score of 1338. Other chatbots include DeepSeek R1, DeepSeek v3, o3-mini, Llama3-405B, Mistral Large, and Gemma 2 27B, with scores ranging from 1363 to 1220. Below each bar, the model size is listed, and the number of NVIDIA H100 GPUs required is represented by a grid of dots, with Gemma 3 27B requiring 8 GPUs.

Google

OpenAI annuncia un modello AI creativo, ma gli autori non applaudono

OpenAI annuncia un nuovo modello di intelligenza artificiale 'bravo nella scrittura creativa'. Sam Altman, CEO dell'azienda, si è dichiarato 'veramente colpito' dalla capacità del sistema di produrre addirittura una storia metanarrativa sul dolore e l'AI. Peccato che questo talento si basi anche su materiale protetto da copyright, come romanzi e articoli di giornale. Autori del calibro di Jeanette Winterson, Ta-Nehisi Coates e Sarah Silverman non sono esattamente entusiasti e hanno espresso preoccupazioni sulla proprietà intellettuale. Dan Conway, CEO della UK Publishers Association, ha rincarato la dose, accusando apertamente OpenAI di utilizzare contenuti protetti senza autorizzazione. La questione è calda e già oggetto di dispute legali negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con aziende come Meta e The New York Times che stanno già affrontando OpenAI in tribunale. Il prossimo Pirandello si chiamerà C3BO.

Se hai apprezzato queste informazioni, aiutatemi a crescere: condividile con la tua rete di colleghi e amici e invitatali a iscriversi per diffondere la conoscenza. Continuate a seguirci per rimanere sempre aggiornati nel mondo dell'intelligenza artificiale e scoprire nuove opportunità.

Contenuto Riservato agli Iscritti
Iscriviti gratuitamente per sbloccare l'episodio completo

Cosa ottieni iscrivendoti:

  • Accesso a tutti gli episodi della newsletter
  • Guide e corsi completi sull'AI per marketer
  • Strumenti AI professionali (BrandPix, Short Video Suite)
  • Crediti gratuiti per iniziare subito