Episodio 304·4 luglio 2025·Pietro Bonomo
🌍🤖 AI ricostruisce inno babilonese e Claude gestisce negozio.

🌍🤖 AI ricostruisce inno babilonese e Claude gestisce negozio.

Benvenuto su Marketing Hackers Intelligence, il tuo aggiornamento strategico che trasforma il rumore di fondo in segnali chiari.

In pochi minuti, ti portiamo dietro le quinte del futuro, dove la tecnologia non è solo un trend, ma un campo di battaglia e di opportunità. Oggi il menù è ricco: un viaggio che parte da 3.000 anni fa e arriva dritto al tuo feed di Instagram, dimostrando che l'AI è ormai il co-pilota (a volte geniale, a volte disastroso) della nostra realtà.

Partiamo con un'impresa quasi divina: un team di ricercatori ha usato l'AI per resuscitare un inno babilonese perduto da millenni. Abbiamo fatto parlare i morti per scoprire che 3.000 anni fa a Babilonia si parlava già di accoglienza e protezione dei più deboli. Una lezione dal passato che suona come un monito per il presente.

Ma passiamo dal sacro al profano. Mentre un'AI riscopre antiche civiltà, un'altra, il povero Claude di Anthropic, ha fallito miseramente nel gestire un chiosco per due mesi, tra ordini surreali e crisi d'identità. Un esperimento che ci ricorda quanto la strada per un'automazione perfetta sia ancora lunga e, a tratti, esilarante.

E se ti dicessi che il tuo prossimo viaggio potrebbe essere bookato da un Reel? Expedia ci sta già lavorando, con un'AI che trasforma i post social in itinerari pronti da prenotare. Il sogno di ogni marketer che diventa realtà.

Ma a quale prezzo arriva tutta questa magia? ⚠️ Meta bussa alla porta del tuo rullino fotografico, chiedendo accesso a tutto, ma proprio tutto, senza escludere di usare i tuoi ricordi più intimi per addestrare i suoi modelli. Privacy e innovazione sono su un ring, e non è chiaro chi vincerà.

Dall'arte antica resuscitata dagli algoritmi a band fantasma che scalano le classifiche di Spotify, passando per assistenti vocali che eseguono compiti complessi e fact-checker potenziati dall'AI (con tutti i rischi del caso). Ci troviamo di fronte a una tecnologia con una doppia faccia: da un lato, un potenziale creativo e risolutivo senza precedenti; dall'altro, un abisso di dilemmi etici e fallimenti operativi.

Nel proseguimento di questa analisi, non ti darò solo le notizie, ma gli strumenti per decifrarle. Scoprirai come sfruttare queste innovazioni per il tuo business, come difenderti dai rischi e, soprattutto, come trasformare ogni aggiornamento in un vantaggio competitivo. Non è più una questione di "se" l'AI cambierà il tuo lavoro, ma di "come" tu la userai per dominarlo.

L'AI ridà voce all'Inno di Babilonia: ricostruito dopo 3.000 anni

Un team di ricercatori della LMU Munich e dell'Università di Baghdad, guidato dal Professor Enrique Jiménez e Anmar A. Fadhil, ha fatto parlare l'AI per ricostruire l'Inno di Babilonia - scritto 3.000 anni fa e perduto da oltre 2.000 anni. Partendo da 30 frammenti di argilla, hanno usato tecniche avanzate come il natural language processing e il matching n-gram per ricomporre il puzzle. Non è un caso isolato: nel 2023, uno studente aveva già usato il machine learning per decifrare pergamene greche carbonizzate a Ercolano. Una svolta che apre nuove strade alla comprensione delle civiltà scomparse, dimostrando come tecnologia e archeologia possano fare squadra.Spendo qualche parola in più su cosa recita l'inno, regalami qualche minuto per fare delle considerazioni.L'Inno a Babilonia, svela una metropoli di giustizia e splendore e offre una visione affascinante di come la città vedeva se stessa: un centro di magnificenza architettonica, pietà religiosa e sorprendenti valori sociali di accoglienza e protezione per i più deboli.

I temi principali dell'inno sono un'ode alla città e al suo dio protettore, Marduk. L'inno celebra la bellezza naturale e architettonica di Babilonia, descrivendo il fiume Eufrate come una fonte di vita che fertilizza i campi circostanti.

Il punto su voglio concentrermi è l'etica sociale babilonese. L'inno dipinge un quadro di una società che valorizzava la compassione e l'equità. Un passaggio significativo recita:

"Gli stranieri tra loro non li umiliano. I modesti li proteggono, i deboli li sostengono. Sotto la loro cura, i poveri e i bisognosi possono prosperare. All'orfano offrono soccorso e favore."

Questa enfasi sulla protezione degli umili e sull'accoglienza degli stranieri fornisce una nuova prospettiva sulla vita urbana nell'antica Mesopotamia. Secondo il Professor Enrique Jiménez, l'inno era così importante da essere parte del curriculum educativo di Babilonia, suggerendo che i suoi valori fossero profondamente radicati nella cultura della città.Babilonia era una città-stato della Mesopotamia. La Mesopotamia era l'attuale Iraq: quello bombardato più volte da gente che lascia morire i propri cittadini negli ospedali e nelle strade, che sostiene e alimenta il genocidio in Palestina con la scusa di moralizzare il mondo e che è nata dal bagno di sangue dei nativi. Grazie all'AI ora sappiamo quali sono le radici culturali di quei popoli che massacriamo da sempre. Spero un giorno che ci scrolleremo di dosso questa maledizione.Ma ora passiamo alle cose di business, con Claude che ha gestito per due mesi un piccolo negozio.

Claude AI si mette in proprio (e combina guai): l'esperimento esilarante di Anthropic

Anthropic ha trasformato il suo chatbot Claude in un gestore di negozio con Project Vend, e il risultato è stato una commedia. Ribattezzato Claudius, l'AI ha preso in mano un chiosco automatizzato nella sede di San Francisco, ma le cose sono andate storte in modo epico. Tra ordini surreali (cubi di tungsteno? Oggetti metallici speciali?) e una crisi d'identità da manuale (ha provato a firmare contratti cartacei e consegnare merce di persona), l'esperimento tra marzo e il 1° aprile ha messo a nudo le falle dell'AI nel mondo reale.

Eppure, c'è del metodo in questa follia: Anthropic ha analizzato i dati sulle prestazioni dei suoi modelli di IA per identificare dove questi avevano difficoltà o commettevano errori. Utilizzando queste informazioni, hanno perfezionato e rafforzato le "impalcature" interne del sistema., migliorando affidabilità e processo decisionale. Morale: anche gli esperimenti più folli possono diventare lezioni preziose.

Hai presente quelle pubblicità sui social: "Grazie all'AI ora fatturo XX al mese in modo automatico...". Sì, come no.

L'AI ora legge le emozioni (e la politica) come te. Ma il sarcasmo? Ancora un rebus

GPT-4, Gemini e altri big dell'AI conversazionale hanno superato un test cruciale: analizzare sentimenti, orientamenti politici e intensità emotiva nei testi con la stessa precisione umana. Lo rivela uno studio su Nature che ha messo alla prova 7 modelli linguistici (tra cui Llama-3.1-70B e Mixtral 8×7B) contro 33 persone reali, usando 100 frammenti di testo curati. Eppure c'è un tallone d'Achille: il sarcasmo. Qui, sia macchine che cervelli in carne e ossa sbagliano spesso. La ricerca, nata dalla collaborazione tra SAGE, University of Chicago e Now Publishers, apre scenari importanti per salute mentale, customer service e sicurezza nazionale.

Immagina chatbot che captano il tuo stato d'animo o sistemi che smascherano discorsi d'odio online, ma il sarcasmo è per gente intelligente, quindi non mi stupisco che umani e macchine facciano fatica. Da oggi potremo dire: "sei scemo come ChatGPT".

X lancia i bot AI per le Community Notes: fact-checking tra dubbi e innovazione

X sta integrando bot basati sull'intelligenza artificiale per scrivere bozze delle "Note della Comunità", il suo sistema di fact-checking. L'idea è di accelerare e ampliare la copertura del servizio, permettendo a questi bot di generare note contestuali con relative fonti. Il processo non sarà completamente automatizzato: le note create dall'IA dovranno sempre essere valutate e approvate da collaboratori umani prima di diventare pubbliche. Ora che il bot di Elon Musk, addestrato dalla sua azienda, mi dirà cosa è vero e cosa no, con un uomo così coerente, equilibrato e guidato da buoni propositi mi sento decisamente più tranquillo (sarcasm mode on).

Social Media Today

TNG lancia Chimera: il modello DeepSeek che corre al doppio della velocità

La tedesca TNG Technology Consulting GmbH ha appena lanciato R1T2 Chimera, una variante supercharged del modello DeepSeek R1-0528. Con la tecnica Assembly-of-Experts (AoE), questa bestia raggiunge +200% di velocità mantenendo il 90% delle capacità di ragionamento originale. E c’è di più: produce output del 60% più corti, diventando il 20% più conciso del predecessore. Fondata nel 2001 con 900 dipendenti, TNG punta a ottimizzare l’IA riducendo costi computazionali.

VentureBeat

The Velvet Sundown: la band fantasma che suona (grazie all'AI) e incassa

The Velvet Sundown non esiste. Eppure, questa band generata da algoritmi - con membri fittizi come Gabe Farrow, Lennie West e Orion 'Rio' Del Mar - ha superato i 550.000 stream su Spotify solo a giugno 2025. Numeri da headliner, considerando che ogni riproduzione frutta tra $0.003 e $0.005. Il trucco? Foto social che sfiorano l'uncanny valley e brani creati da AI, come rilevato da Deezer. Piattaforme come Spotify, Apple Music e YouTube ora devono affrontare il dilemma: come distinguere l'arte umana da quella algoritmica?

Futurism

Expedia trasforma i social in itinerari

Expedia sta sviluppando agenti di viaggio AI che trasformano i post social in itinerari prenotabili, si chiama Trip Matching e trasforma i reel Instagram in viaggi su misura.

Ecco come funziona:

  • Input dell'utente: un utente trova un Reel di Instagram che mostra un viaggio che gli interessa.
  • Invio alla piattaforma: l'utente può inviare questo Reel pubblico direttamente all'app di Expedia.
  • Analisi tramite IA: l'intelligenza artificiale di Expedia analizza il video per identificare luoghi, punti di interesse, hotel e attività mostrate.
  • Creazione dell'itinerario: sulla base dell'analisi, l'IA costruisce un itinerario di viaggio suggerito, proponendo voli, alloggi e attività simili o identici a quelli visti nel Reel.
  • Prenotazione: l'utente può quindi modificare e prenotare direttamente questo itinerario.

Meta vuole le tue foto (anche quelle che non hai mai postato) – e non dice perché

Meta sta chiedendo agli utenti l'accesso completo al rullino della fotocamera, comprese le foto mai caricate su Facebook o Instagram. Il problema? Non esclude di usarle per addestrare la sua AI. Già oggi l'azienda ha 'divorato' miliardi di post dal 2007 in poi per i suoi modelli. Con la nuova opzione di 'Cloud Processing', Meta potrebbe analizzare (e conservare) ogni dettaglio delle tue immagini, persino i tratti del viso. Ryan Daniels, portavoce, assicura che 'per ora' le foto del rullino non servono all'addestramento. Maria Cubeta, addetta alle comunicazioni, parla solo di 'migliorare i suggerimenti'. Ma nessuno dei due chiude la porta a un uso futuro. Intanto, i termini legali di Meta parlano chiaro: una volta condivise, le foto sono loro. Ti senti meglio ora? Io no.

Futurism

Google Veo 3 è Worldwide

Google ha appena sbloccato Veo 3 disponibile ora in 159 paesi per gli utenti Gemini sottoscrittori del piano AI Pro, ti permette di trasformare prompt testuali in video fino a 8 secondi. Attenzione però: c’è un limite di 3 video al giorno. Josh Woodward di Google ha già annunciato che stanno lavorando a una funzionalità image-to-video, per espandere ulteriormente le possibilità creative.

TechCrunch

Eleven v3 (alpha): il Text to Speech che suona (quasi) umano

ElevenLabs ha lanciato 11.ai, un nuovo assistente vocale in versione alpha progettato per trasformare i comandi vocali in azioni concrete. A differenza degli assistenti tradizionali che si limitano a rispondere a domande, 11.ai è in grado di eseguire compiti complessi all'interno dei flussi di lavoro degli utenti.

Sfruttando il Model Context Protocol (MCP), 11.ai si integra direttamente con strumenti di produttività come Slack, Notion, Linear e Perplexity, permettendo agli utenti di gestire progetti, effettuare ricerche e comunicare con il proprio team AI usando solo la voce.

Questo progetto funge da dimostrazione della piattaforma ElevenLabs Conversational AI, mettendo in mostra la sua tecnologia a bassissima latenza e le sue capacità di integrazione sicura.

11.ai è ora disponibile gratuitamente in fase di test alpha. Gli utenti possono registrarsi su 11.ai per provare le sue capacità e fornire un feedback prezioso per lo sviluppo futuro.

Elevenlabs

Perplexity Max a 200$ al mese

Se sei un content creator, business strategist, ricercatore accademico o power-user, Perplexity Max è il piano che fa per te. Questo abbonamento premium ti dà accesso illimitato ai modelli AI più avanzati (OpenAI, Anthropic e altri), query Labs senza limiti e funzionalità esclusive come Comet in anteprima. Tutto con supporto prioritario. Prezzi? 200$ al mese o 2000$ all'anno, con rimborso garantito entro 48 ore se cambi idea.

Perplexity

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