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Cos'è una landing page: definizione, tipi e quando serve davvero

Cos'è una landing page? Una pagina singola con un solo obiettivo: convertire chi arriva da un annuncio. Scopri tipi, differenze col sito e quando serve.

Cos'è una landing page: definizione, tipi e quando serve davvero
Generata con BrandPix

Un fornitore di ads ti ha detto “ti serve una landing”, tu hai collegato la campagna alla home del sito e un mese dopo guardi il report e trovi tanti clic, pochissimi contatti. Quasi sempre il problema sta nella pagina su cui atterra chi clicca. Il budget speso in advertising raramente è la causa. La ricerca su questo è netta. Le landing page costruite bene arrivano a convertire vicino al 50% dei visitatori, quelle costruite male si fermano intorno al 5%.1 Stessa spesa pubblicitaria, dieci volte di differenza sui risultati. Prima di spendere un altro euro, conviene capire di preciso cosa stai comprando.

Cos’è una landing page, spiegata senza gergo

Cos'è una landing page, spiegata senza gergo
Cos’è una landing page, spiegata senza gergo · Foto: Generata con BrandPix

Una landing page è una pagina web singola, costruita attorno a un unico obiettivo, cioè far compiere a chi arriva una precisa azione, come lasciare l’email, prenotare una chiamata o comprare un prodotto. In letteratura viene descritta come la pagina che appare in risposta a un annuncio, quella dove l’utente atterra dopo aver cliccato, con la descrizione esatta di un prodotto, un servizio o un brand.1

Il significato della parola sta tutto nel verbo inglese to land, atterrare. È il punto in cui atterra il traffico che arriva da un annuncio Google, da un post sui social, da una newsletter o da un QR code su un volantino. A differenza di una pagina qualsiasi del sito, qui ogni elemento lavora per una sola conversione. Niente menù con venti voci, niente distrazioni, niente percorsi alternativi. C’è un messaggio, una promessa e un’azione da compiere.

Quando qualcuno ti dice “landing page”, quindi, intende una pagina con un solo lavoro da fare, misurabile con un numero preciso (quanti visitatori su cento hanno fatto quello che volevi). Tenere a mente questa definizione ti evita l’errore più comune e più costoso, mandare traffico a pagamento su una pagina nata per informare invece che per convertire.

Che differenza c’è tra un sito web e una landing page?

Che differenza c'è tra un sito web e una landing page
Che differenza c’è tra un sito web e una landing page · Foto: Generata con BrandPix

Un sito web serve a farti conoscere e a rispondere a molte domande diverse (chi sei, cosa fai, dove sei, come contattarti). Una landing page serve a ottenere una risposta sola da un pubblico già scaldato da un annuncio. Il sito è un negozio con tanti reparti. La landing è un banco con un prodotto e una cassa.

La conseguenza pratica è nel comportamento di chi legge. Sulla home del tuo sito il visitatore vaga. Guarda il menù, apre il chi siamo, torna indietro, magari se ne va. Su una landing ben fatta ha davanti un percorso solo. Questo conta perché il compito della pagina, come mostra la ricerca, è ridurre al minimo il numero di visitatori che abbandonano senza compiere alcuna azione.1 Ogni link in più verso il resto del sito è una porta d’uscita in più.

Una landing non deve stare per forza dentro il tuo sito. Può vivere anche da sola, su un dominio o un sottodominio dedicato, senza header e footer del sito principale. La differenza tra sito e landing page si gioca proprio qui, voce per voce.

I tipi di landing page che incontri davvero

I tipi di landing page che incontri davvero
I tipi di landing page che incontri davvero · Foto: Generata con BrandPix

Quando si parla di tipi di landing page si tende a fare confusione perché ogni fornitore usa nomi diversi. In pratica, quelle che userai davvero sono quattro, e cambiano in base a cosa chiedi al visitatore.

TipoCosa chiede al visitatoreQuando la usi
Squeeze pageSolo l’email, in cambio di qualcosa (guida, sconto, checklist)Costruire una lista di contatti da coltivare nel tempo
Lead capturePiù dati (nome, telefono, azienda, esigenza)Generare richieste qualificate per la vendita o un preventivo
Click-throughNessun dato, solo un clic verso lo step successivoScaldare il visitatore prima di mandarlo al carrello o al booking
Sales pageL’acquisto vero e proprioVendere un prodotto o servizio direttamente dalla pagina

La differenza è di attrito. Una squeeze page chiede pochissimo e converte tanto in volume, però ti porta contatti freddi. Una lead capture chiede di più, converte meno in percentuale, però ti porta persone più vicine a comprare. La scelta dipende da quanto è “caldo” il traffico che stai mandando e da quanto pesa per te ogni singolo contatto. Una PMI che vende un impianto da 30.000 euro preferisce dieci lead qualificati a mille email a caso. Un e-commerce di prodotti da 40 euro vuole l’opposto.

Quando una landing page serve, e quando stai sprecando budget

Ti serve una landing page ogni volta che paghi per portare traffico verso un’azione precisa. Campagna Google Ads su una parola commerciale, sponsorizzata Meta su un’offerta, email a un elenco di clienti con una promo stagionale. In tutti questi casi mandare la gente sulla home significa buttare parte della spesa, perché la home non è costruita per chiudere.

Ci sono situazioni in cui invece la landing non aggiunge nulla. Se il traffico è organico e informativo (qualcuno cerca “come pulire una caldaia” e arriva sul tuo blog), forzarlo dentro una pagina di conversione lo fa scappare. Se ti manca un’offerta chiara da mettere al centro, nessuna landing te la inventa. E se ti mancano il tempo o gli strumenti per misurare quanti convertono, stai costruendo al buio, perché il valore di una landing è tutto nel numero che produce.

Un test veloce prima di decidere. Scrivi in una frase l’azione singola che vuoi ottenere da chi clicca. Se ci riesci, ti serve una landing. Se la frase contiene tre “e poi”, devi prima riorganizzare l’offerta.

Cosa rende una landing page capace di convertire

Qui entriamo nel merito, e per una volta ci sono dati veri. Uno studio pubblicato nel 2025 su Applied Marketing Analytics ha analizzato 25.027 landing page reali, isolando con un modello automatico i fattori che spostano davvero il tasso di conversione.2 Sono fattori misurati su decine di migliaia di pagine.

Quelli con effetto dimostrato sono concreti e replicabili anche da te. Contano l’altezza della pagina, quanto spazio occupano le immagini, la presenza o meno di un video, la lunghezza del testo, il numero e la posizione dei bottoni, la forma dei form e la presenza di un contatore promozionale.2 Un altro studio quantifica il peso degli elementi visivi sulla call to action. I colori pesano per circa il 31,6%, le immagini per il 26,3%, i temi grafici e gli annunci animati per circa il 15,8% ciascuno.1

C’è poi un fattore che quasi nessuno considera, la leggibilità del testo. Uno studio su un dataset di landing page e relative conversioni ha mostrato che la leggibilità del testo, da sola, è capace di prevedere il tasso di conversione, tanto che gli autori hanno costruito cinque modelli di machine learning attorno a questa idea.3 Lo stesso studio nota che circa il 60% degli acquisti viene fatto da non iscritti, gente che atterra per la prima volta.3 Tradotto, chi legge la tua landing spesso non ti conosce, e se il testo è contorto se ne va.

Qui l’intelligenza artificiale ti fa risparmiare ore, se la usi dentro un processo corretto. Prima decidi obiettivo, pubblico e offerta, poi usala per generare e ripulire il copy. Ecco un prompt che funziona con ChatGPT o Claude.

“Agisci come copywriter di direct response. Ho una landing page per [prodotto/servizio] rivolta a [pubblico: es. titolari di officine meccaniche in Lombardia]. L’azione unica è [es. prenotare una demo]. Scrivi 3 varianti di titolo, un sottotitolo, 3 bullet di beneficio concreto e 1 testo per il bottone. Usa frasi corte, un livello di lettura da terza media e zero gergo tecnico, e fai in modo che ogni frase spinga verso l’azione. Poi dammi il punteggio di leggibilità Gulpease di ogni titolo.”

Il punteggio di leggibilità in coda ti dà un controllo oggettivo, coerente con quello che dice la ricerca. I pesi degli elementi e l’ordine delle sezioni definiscono la struttura di una landing page che converte.

Quanto costa una landing page e conviene farla da soli?

La domanda arriva puntuale, e la risposta onesta è che il costo dipende da tre cose, cioè chi scrive il copy, chi cura il design e chi la mette online e la misura. Con i costruttori self-service parti da poche decine di euro al mese e fai da solo. Con un fornitore che ti consegna copy, grafica e tracciamento pronti, la spesa sale però ti togli il lavoro operativo.

Il vero calcolo è il costo di una pagina che non converte. Se stai per investire in advertising, la differenza tra una landing al 5% e una al 50% vale molto più del preventivo del fornitore.1 Fartela da solo ha senso se hai tempo, gusto per il testo e voglia di iterare misurando. Farla fare ha senso quando il traffico che ci mandi sopra costa più della pagina stessa.

Se vuoi partire da una base già impostata sui fattori che contano, il team di design di Marketing Hackers costruisce landing page dentro un processo di misurazione, così il numero di conversione lo vedi dal primo giorno. Se invece vuoi mettere le mani in pasta, puoi costruirla da solo, imparando come creare una landing page dall’inizio. Copywriting persuasivo, psicologia della decisione e prompt avanzati entrano in gioco soprattutto per chi vende online, con una landing page e-commerce efficace costruita con l’AI.

Fonti

Footnotes

  1. A practical approach for optimizing the conversion rate of a landing page’s visitors. doi.org 2 3 4 5

  2. The effect of landing page design and structure on conversion rates. doi.org 2

  3. Conversion Rate Prediction Based on Text Readability Analysis of Landing Pages. doi.org 2

Domande frequenti

Che differenza c'è tra un sito web e una landing page?

Un sito web ti fa conoscere e risponde a molte domande diverse: chi sei, cosa fai, come contattarti. Una landing page punta a ottenere una sola risposta da un pubblico già scaldato da un annuncio. Il sito è un negozio con tanti reparti, la landing è un banco con un prodotto e una cassa.

Perché la mia campagna porta clic ma pochi contatti?

Quasi sempre il problema non è il budget speso in advertising, ma la pagina su cui atterra chi clicca. Collegare gli annunci alla home del sito, nata per informare e non per convertire, disperde il traffico tra menù e percorsi alternativi. Serve una pagina con un solo obiettivo.

Quanto converte una landing page ben costruita?

Le landing page costruite bene arrivano a convertire vicino al 50% dei visitatori, mentre quelle costruite male si fermano intorno al 5%. A parità di spesa pubblicitaria, questo significa fino a dieci volte di differenza sui risultati.

Quali tipi di landing page esistono davvero?

Al di là dei nomi diversi usati dai fornitori, quelle che userai davvero sono quattro e cambiano in base a cosa chiedi al visitatore. La squeeze page, per esempio, chiede solo l'email in cambio di qualcosa (guida, sconto, checklist) e serve a costruire una lista di contatti da coltivare.

Una landing page deve stare dentro il mio sito?

No. Una landing page può vivere anche da sola, su un dominio o un sottodominio dedicato, senza l'header e il footer del sito principale. Questo aiuta a eliminare distrazioni e porte d'uscita verso il resto del sito.

Cosa significa la parola landing page?

Il significato sta nel verbo inglese to land, atterrare. È il punto in cui atterra il traffico che arriva da un annuncio Google, da un post sui social, da una newsletter o da un QR code su un volantino, con davanti un solo percorso da compiere.